Review: VANS "OFF THE WALL". STORIES OF SOLE


PALLADINI DOUG - VANS "OFF THE WALL". STORIES OF SOLE FROM VANS ORIGINALS TITOLO: VANS "OFF THE WALL". STORIES OF SOLE FROM VANS ORIGINALS
PALLADINI DOUG
Stories of Sole from Van's Originals


Editore: ABRAMS, HARRY N.INC
Pubblicazione: 06/2009
Numero di pagine: 208

PREZZO: € 21,50 - Lingua:Inglese




Ringraziando Vans europe per l'invito e la possibilità di Recensire in anticipo il volume presentiamo quest'opera, di chiaro stampo divulgativo per il marchio Statunitense.
Presentazione ufficiale avvenuta in Italia Mercoledì 10 giugno presso il Vans Showroom per celebrarne la storia. "Off The Wall: Stories of Sole from Vans Originals" è il racconto di come semplici scarpe in tela e lo spirito do-it-yourself abbiano cambiato la cultura popolare di questi ultimi 40 anni.

Copertina rigida in tela, 365 illustrazioni a colori. Design molto evocativo dello spirito a metà tra estetica punk-zine e la California più "cool".
Il primo libro da Vans, che racconta la multi-generazionale storia del marchio nato e sopravvissuto come "fai-da-te", con le tavole, le bici, l'arte e la musica, tenute insieme, per così dire, da una semplice scarpa.
Attraverso brevi cenni delle proprie esperienze personali, i più influenti skater, alcuni surfer e street artists, oltre che designer viene ripercorsa e narrata la storia dell’azienda Californiana. Troviamo molte foto storiche sia della scena skate che precedenti, inoltre le testimonianze di molti nomi cult della scena board-core americana come Tony Alva, Joel Tudor, Neckface, Shepard Fairey, Sunny Garcia, Marc Jacobs, Steve Caballero, Stacy Peralta, Robert Williams, Oliver Peck e molti altri.
Viene offerto il tentativo di una visione più intima e all-round di come la piccola ditta abbia potuto influenzare il volto della cultura popolare, sin dalla sua fondazione nel 1966. Restano interessanti testimonianze di un paio di scarpe che hanno segnato alcune generazioni di americani, prima e di europei, più tardi, veri e propri miti ed icone di una cultura necessariamente un pò materialista, ma vissuta spesso in un'ottica quasi romantica d'altri tempi. La fotografia come detto è curata, in particolare sono presenti alcuni dei migliori fotografi d'azione del mondo, tra cui Bryce Kanights, Grant Brittain, Jeff Divine, e Trevor Graces.
Pur nella sua misura autocelebrativa, il volume è iconograficamente interessante, proprio per la sua natura di "archivio" storico della scena skate in primis. Fotografie di grande impatto, soprattutto per quel che riguarda la parte relativa agli anni settanta (e primissimi 80) con Alva e company.
image: courtesy VansItalia

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