S.L.S.A. in Australia: 1918-1940 - il salvataggio diviene un lavoro

Il periodo tra la prima e la seconda guerra ha segnato la prima vera svolta tecnologia nell’evoluzione delle tavole da surf: dall’ olo, il kiko’o, l'alaia ed il paipo a soluzioni più moderne. Tom Blake è stato il primo dei grandi innovatori di questo periodo, ma non è stato certamente il solo: Chuck Allen con le prime combinazioni di balsa e redwood nel continente americano, G.A. "Saxon" Crackenthorpe con il surf-ski in Australia, e John Kelly e Wally Froiseth con le poppe a V a O`ahu.

Le hollow di Tom Blake hanno giocato un parte importante nello scenario tra le guerre mondiali. Dai primi anni ‘30 fino alla metà dei ‘40, le tavole da surf vuote furono estremamente popolari. Questo periodo di tempo ha visto il crollo del mercato finanziario, il 24 ottobre del 1929 ed è stato dominato dai problemi causati dalla Grande Depressione, sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt che ha anche visto gli Stati Uniti diventare la più grande potenza militare e politica della terra. Gli ultimi giorni di gloria delle hollow boards sono coincisi con la fine della seconda guerra mondiale. Dal 1930 in poi le tavole da surf sono diventate spesso più lunghe, o più strette, o infine più leggere. Le tavole più leggere permisero ad un maggior numero di persone di giovare di questo sport e le così dette "kook boxes" (scatole stravaganti) furono prevalenti sulle spiaggie fino a dopo il 1940, anche se la popolarità delle “hollows”, così come era divenuta rapidamente forma predominante, perse il suo seguito prima della fine del 1939, continuando tuttavia ad essere utilizzata come strumento di salvataggio dai bagnini delle coste americane e australiane. Proprio su quest'ultimo punto vorrei porre l'attenzione. Difatti il Surfing e le gare di paddle-board erano, negli anni trenta, cosa nuovissima per il continente americano, tranne naturalmente alle Hawai’i . Tuttavia le competizioni hanno altrove una storia antica. Infatti proprio l'Australia precedette la California nell’organizzazione di eventi e gare nell’oceano: al tempo in cui, era il 1928, si dava vita in California al primo Pacific Coast Championship, la competizione era già da molto il "sale" delle sfide tra le associazioni di bagnini (life-savings) in Australia. Ma diamo un'occhilife-saversata ben più indietro.

Come ha scritto Kent Pearson nel suo Surfing Subcultures, il surf australiano e della Nuova Zelanda fu dominato dal 1910 fino alla fine degli anni cinquanta dalle Associazioni di Salvamento e ben poche persone che praticassero il surf non facevano parte del SLSA (Surf Life Saving Association). Questi si dilettavano ad utilizzare qualsiasi cosa per surfare (o meglio muoversi) nelle risacche e tra le onde, divenendo il pilastro fondamentale per l’organizzazione di qualsiasi evento legato al surfing, in aperto contrasto con quanto avveniva in America dove non esisteva un servizio di Salvataggio volontario paragonabile a quello australiano.

cartolina

Le competizioni in Australia e Nuova Zelanda sono iniziate con i così detti “Soccorsi di Squadra” e le dimostrazioni di rianimazione, e si sono organizzate ed evolute nel corso degli anni fino a diventare manifestazioni fortemente mediatiche, oltre a servire come presentazione di nuove tecniche e mezzi di soccorso in mare.

I fratelli Sly usarono per primi una barca per il salvataggio, a Manly beach. E continuarono ad utilizzarla mentre gli altri si limitavano a cime e cinture di salvataggio. La barca era una ordinaria scialuppa di salvataggio, e ben presto si mostrò i suoi limiti perché era pesante e lenta.

Il Life-Saver Walter Biddell di Bronte fu il primo a riprogettare una imbarcazione strettamente concepita per il soccorso in mare: prima con una soluzione tipo catamarano, poi con una specie di tavolone da surf con dei serbatoi vuoti a prua e a poppa che ne garantivano la galleggiabilità. Dopo questi eperimenti queste rudimentali tavole da surf divennero l’arma decisiva nell’arsenale del life-saver australiano.

Nel 1912 Patterson aveva portato dalle hawai’i una tavola da surf ma nessuno era riuscito a governarla efficacemente, almeno fino a quando, nel 1915, Duke Kahanamoku introdusse a tutti gli effetti il “walk on water” in Australia, direttamencompetizioni in australiate dalle Hawai’i.

Con ciò Kahanamoku dette il via a quella svolta decisiva che cambiò l’attitudine della spiaggia Australiana. Claude West, il “pupillo” del mitico hawaiano, divenne il primo campione riconosciuto di surf in Australia, dominando incontrastato la scena fino al 1924. Pearson scrive ancora come West sia responsabile della crescita dell’utilizzo della tavola da surf come mezzo di salvataggio: contribuendo alla sua diffusione, a partire da Manly Beach. Tuttavia le prime impressioni da parte delle SLSA furono negative, arrivando addirittura prima a sconsigliare l’uso di questi mezzi di salvamento, poi a vietarli, propendendo per l’utilizzo delle cinture di salvataggio.

L’utilizzo delle hollow boards avvenne già dal 1918, e fu solo dopo le sperimentazioni di Blake, dopo il 1928, che esse furono accettate ed utilizzate ufficialmente dalle associazioni di life-savers. Quando Tom Blake tolse il brevetto dai suoi progetti di camere a vuoto delle tavole, nel 1934, esse si diffusero largamente tra i surfers australiani e furono usate nelle competizioni.

La maggior componente nella diffusione del surf furono i cosiddetti “Carnevali” dei life-savers; manifestazioni già in voga al tempo, a cui aggiunsero gare di vogata e altri eventi dedicati alle tavole da surf. Dal 1930 in poi quindi i compiti delle SLSA inclusero anche l’organizzazione di eventi surfistico. Il maggior merito delle tavole da surf sta in questo caso nell’aver facilitato l’apertura verso nuovi orizzonti del salvataggio, con la progettazione di nuove imbarcazioni, a partire da quelle dei fratelli Sly, più duttili e maneggevoli e strettamente dedicate al salvataggio in mare.

- links di interesse:

http://www.freshwaterslsc.com/

http://www.brontesurfclub.com.au/History.html

http://www.slsa.asn.au/

http://www.coastalwatch.com.au/contents/default2.aspx

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