Review: Riding Giants (2004)






Regia: Stacy Peralta
Scritto: Stacy Peralta e Sam George
Produzione: Forever Films, Studio Canal, AOP (USA/Francia)
 Lingua: Italiano/Inglese con sottotitoli
 Distribuzione: Fandango
 Durata: 126’
 Genere: Documentario
 Supporto: Cinema, DVD
 Anno: 2004



“ Se fossi altrettanto devoto a una causa religiosa,
pensi che qualcuno ti definirebbe
un fanatico religioso?
Non credo.
Quindi, se pensi che il surf è soprattutto una fede,
la devozione verso quella fede
diventa il perno della tua vita.
Non c’è niente come la passione per il surf”
Questa recensione si apre con una delle frasi che chiude il film documentario di cui si parla di più in questi giorni: Riding Giants. Vi chiederete come mai un film come questo, che parla di tutto tranne che di longboard, appaia sulle pagine di SingleFin.it…devoto alla causa della “tavola lunga” e a tutto quello che vi ruota intorno. La risposta è nascosta fra le poche righe della frase precedente pronunciata da Sam George, editor di Surfer Magazine, in chiusura del film: che l’onda sia piccola, media o di grande misura non conta, la passione che guida il surf è la stessa, radicata in ogni fibra del nostro corpo e destinata a non svanire mai…nemmeno di fronte alle mostruosità naturali della North Shore, di Maverick, di Teahupoo e delle talvolta tristi storie che le accompagnano.
Dopo il successo inaspettato di Dogtown e gli Z-Boys, Stacy Peralta, pioniere della cultura skateboard nella tremenda e scomoda realtà della Los Angeles anni ’70 nonché fondatore delle tavole Powell-Peralta, si butta a capofitto in uno dei formati più di moda nella moderna rappresentazione visiva della nostra passione: il film-documentario.
Con alle spalle una produzione rocciosa, Riding Giants fa l’occhiolino a Step Into Liquid e ne ripercorre la struttura narrativa, caratterizzata da un alternarsi ben riuscito di interviste e filmati originali. Quello che distingue Riding Giants dai suoi predecessori, anche recenti, è il tema filo conduttore della narrazione e la ricchezza di materiale inedito resuscitato dalle polverose collezioni personali di personaggi storici del calibro di Greg Noll e Micky Muñoz. Fosse anche solo per questo motivo, Riding Giants meriterebbe di essere visto.
Il film (non il video!) ripercorre la storia del surf delle grandi onde e della (contro)cultura ad essa associata. Partendo dalle origini polinesiane della nostra passione (volutamente autolimitate per esigenze di pellicola…) fino alla moderna concezione del Big Wave Surfing, il film si dipana attraverso le biografie surfistiche di tre personaggi fondamentali: Greg “Il Toro” Noll re indiscusso della North Shore hawaiiana, il pioniere di Maverick Jeff Clark e l’egocentrico, possente e spettacolare Laird Hamilton. greg nollAttraverso le loro storie e le loro avventure, spesso narrate in prima persona, anche il profano si affaccia con sguardo curioso al fenomeno surfistico estremo…suscitando ammirazione, invidia e talvolta disprezzo per lo “stupido” gioco che mette a repentaglio la vita di chi lo pratica, questo film non riesce a lasciare indifferente nemmeno il meno interessato a questo sport…ma se avete la fortuna di essere “uno dei nostri” è solo così che potrete apprezzare al massimo lo spirito che questo film vuole tirare fuori da voi: l’amore per il mare e il rispetto per l’oceano.
Ma è il lato umano dei personaggi che impreziosisce questa pellicola: indimenticabili le lacrime agli occhi di Greg Noll quando descrive la sua ultima corsa a Waimea, l’infanzia difficile e solitaria di Laird Hamilton abbandonato precocemente dal padre e sottoposto alla dura umiliazione razziale degli isolani, la forte amicizia e la cieca fiducia reciproca fra Laird e gli indispensabili compagni Darrick Doerner e Dave Kalama nelle acque di Pehai (JAWS) nonché le tristi e sfortunate circostanze che hanno portato alla scomparsa di Mark Foo nel 1994 a Maverick, con tanto di filmato de “l’ultima onda”…
Le riprese del protagonista Oceano sono spettacolari e vertiginose anche sa da questo punto di vista il film soffre la concorrenza con i suoi predecessori, Step Into Liquid in primis: le immagini sono sì molto belle e curate nelle inquadrature (bello l’effetto tridimensionale talvolta ricreato in computer grafica) ma non aggiungono nulla di nuovo a quello che ognuno di noi ha più o meno già visto. Le foto sciupate, le riprese della vita surfistica nella “vecchia” California a cavallo fra i ’50 e i ’60 e la pellicola sovraesposta dei vecchi, rovinati filmati d’epoca rappresentano invece una delizia per gli amanti della old school come noi (e voi) di SingleFin.it e non nascondono agli occhi dei più attenti preziose testimonianze visive delle stravaganze della nascita del fenomeno sociale e culturale legato al surf ( “Surf Nazi”…tanto per fare un esempio…il resto divertitevi voi…).
Il vero aspetto originale del film sta nel mostrare la potenza e l’incuranza del mare nei confronti delle piccole macchie umane che rovinano scomposte giù dalle montagne d’acqua: veramente impressionanti sono, per esempio, le riprese di Maverick “full-power” e dei set anomali che costringono i temerari surfisti a lasciare la line-up per, paradossalmente, trovare la via del largo per sfuggire al ricciolo funesto. Finalmente in un film le riprese di wipe-out rappresentano la metà delle scene, non solo onde perfette e supereroi alieni ma anche belle cadute!
Per finire, un’ultima nota sulle musiche: bella la colonna sonora, curata la selezione dei brani, storici o meno: le superbe immagini di Laird Hamilton che sfugge ai 20 metri hawaiani accompagnato dalle splendide e classiche note delle Gymnopèdies di Erik Satie (1888) non possono che passare alla storia…
Che dire? Se ve lo siete persi sul grande schermo non resta che recuperare adesso! (mamat)
 Per ulerioti informazioni visitate il sito ufficiale: www.ridinggiants.com
Guarda il trailer... (WMP, 300kb/s, inglese)

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